In concomitanza con la Giornata Mondiale della Poesia, cioè dal 21 marzo, è in prevendita la silloge di poesie “Se amare di meno” di Roberta Melasecca edita da Impremix Edizioni, casa editrice fondata nel 2010 e nata dall’evoluzione di una precedente realtà editoriale, con l’obiettivo di dar voce a una crescente creatività e di affrontare nuove sfide. www.impremix.it/prodotto/se-amare-di-meno
Il libro, disponibile dal 7 aprile non solo sul sito web della casa editrice, ma anche nelle librerie e nei principali store online, è un delicato racconto poetico che, a dispetto del titolo, invita alla speranza ed alla resistenza del sentimento dell’amore. Ognuno tra l’altro, può concludere quel “Se” con altre parole che giustifichino la generosità di quanto è stato dato o il disappunto di non aver ricevuto ciò che si desiderava avere. Mi vengono in mente anche le parole del cantautore Jovanotti in un brano del 2011 “Tutto L’Amore Che Ho”.
Questa pubblicazione è la seconda raccolta poetica dell’autrice, la copertina è realizzata dall’artista Alessandra Di Francesco con il dittico dal titolo Cielo aperto.
Dalla prefazione, a cura di Michela Becchis, citiamo:
- (…) si scopre che la parola di Melasecca è una parola-immagine, una parola e un verso che sempre perimetrano una visione. Con l’atteggiamento coraggioso con cui attraversa il mondo, l’autrice, che non dissimula, non mistifica, non attenua mai, non esita neanche a raccontare che questa raccolta prende il suo avvio da una delusione sentimentale. Si penserà a questa scelta come una sorta di classico che pone nel medesimo affanno letterario Saffo, Leopardi, Spaziani e gran parte dei versi che sono stati scritti dalla nascita della scrittura. Certamente! Secondo l’Annual review of anthropology, la delusione è “il divario confuso, pieno di attriti e insoddisfazione tra le esperienze vissute e le aspettative non realizzate”. Nella poesia di Melasecca cade il “divario confuso” perché la cesellatura attenta e concentrata della parola consente di trasformare un non-realizzato in un realizzato-altrimenti, seppur doloroso. (…) Un silente ricamo che non ha paura di mostrare il suo rapporto con il sentimento, punto solido e fermo di queste poesie, profondamente avvertito nella composizione del verso dove si trova la capacità di mirare dritto al nodo in cui il sentimento è la base su cui posa qualunque pensiero.
Roberta Melasecca coltiva infatti un rapporto strettissimo tra le immagini e la parola; è architetto, curatrice indipendente, progettista culturale ed esperta in comunicazione per l’arte, l’architettura … e queste narrazioni poetiche vibrano di una lieve malinconia ed una musicalità dolente, ma decisa e sincera fino al dolore, senza però mai abbandonarsi ad esso. Anzi, per citare il libro più sentito e vivo di una delle grandi voci critiche di questi ultimi anni – “Contro la società dell’angoscia. Speranza e rivoluzione” di Byung-Chul Han (Einaudi 2025) dobbiamo dare energia alla speranza, che non è passività ma azione interiore …
- “sperando ci si solleva al di sopra del cattivo presente (…) La speranza porta con sé una grande mitezza, un sereno abbandono, anzi una profonda gentilezza perché non estorce niente. Secondo la calzante formulazione di Nietzsche. È uno stato d’animo fiero e mite”
Quel “Se” del dubbio “Se amare di meno” mi fa invece pensare all’ultima opera di Zygmunt Bauman “Nati Liquidi” (Sperling & Kupfer 2017), strutturata in dialogo con un giovane giornalista Thomas Leoncini, dove affronta per la prima volta il mondo delle nuove generazioni. Secondo Bauman la nuova tecnologia della comunicazione mediata ha un ruolo importante, non come causa ma come condizione agevolante una progressiva insensibilità nei confronti del male stesso e di tutte le sue manifestazioni, ma anche del bene, del contatto, dell’affettività. Non solo assistiamo al ritorno della violenza, della coercizione e dell’oppressione nella risoluzione dei conflitti, a scapito del dialogo, del dibattito finalizzati alla reciproca comprensione e alla rinegoziazione dei rapporti, ma ci serviamo di WhatsApp, Telegram, Snapchat, Messenger come processi istantanei che sanciscono, come mai prima d’ora, la fine delle distanza spaziali, riducendo a una sottile intercapedine la dimensione temporale.
Il confronto concreto fa crescere, mentre sui social l’organizzazione della nostra sfera personale si basa su principi che ricordano piuttosto il totalitarismo, l’illusione del controllo assoluto e la sua messa in atto. Ben vengano allora le emozioni ed un sincero afflato poetico, il recupero della parola che le narra e con le quali ci possiamo identificare. Roberta infatti sembra ribellarsi a questa apologia della velocità e della manomissione dei sentimenti quando scrive:
Non sono una stella cometa
Non sono una stella cometa/non sono i residui/sono una scia veloce/che va oltre l’oltre visibile/oltre dove non so ancora.
Mettici un attimo di sorpresa
Mettici un attimo di sorpresa/ieri lo hai detto/disponilo/su una mano/aperto/col sangue che ribolle./Vedrai come è vera la carne/è lui non protetto da pelle/che spera e dice e comanda./Un passo dietro/senza farsi sentire/immerso nell’erba/lo sposto lo tiro/lo annego/in terra/lo spalmo in acqua/mentre al buio riluce./Mi strappa la vita/immemore di/nebbie pesanti/lui solo nel debole incontro./Io c’ero quel giorno/ora ricordo/ma aspetto/che accada la vita.
Se amare di meno
Distratta solitudine/mi vieni a trovare di sera/con le palpebre pesanti/e rumori di sogni./È tutto il giorno che penso/alla vita di passaggio/alla morte presente/al cuore di lato/mentre alita il cielo/e attendo distesa/col peso del corpo/che appena distingue la forma./E fuori cantano cicale/e quanto desiderio/sommerso/sommesso/e quanti baci/non dati/spezzati./Non avere pietà/se perdo/se smetto/se dimentico./Non puoi nasconderti/per troppo tempo/(o anima) tale tu sei/ti riconosci/ti vedi/braccia al collo/notti a parlare/lenti risvegli/lacrime dette dormendo./Poi mi fermo/rimango indecisa/se amare di meno.
E’ la stessa autrice a concludere il libro con una Postfazione sulla “Riflessione non istantanea sulla pura e semplice ricerca della felicità” che include questa citazione:
- «Tutti i diversi modi di provare felicità esistono soltanto per coloro che li hanno desiderati al punto di averli inventati, a dispetto dell’epoca, del dubbio e della paura.» Marc Augé
Infine una sua lode ed una affermazione d’intenti “Sulla poesia”
- (,,,) La poesia non segue le strade del volere. La poesia esige rispetto, coerenza, ardore. Il processo della poesia è uguale a quello che l’artista affronta con la materia ma essa è materia impalpabile che il poeta non può toccare con le mani ma solo con le spire dell’anima. Il processo generatore della poesia procede dall’esperienza del giorno, dagli affanni del passato, dalle prefigurazioni del presente. Il futuro appare lontano e in esso il poeta non riesce a riversare.
- (…) La poesia è eresia: eresia deriva dal greco αἱρέω «scegliere». Ecco perché la poesia è eresia, per la reciproca scelta che lei impone al poeta e che il poeta impone a lei. Allora noi, piccoli lettori di poesie, liberamente ci avviciniamo a lei o da lei ci allontaniamo. «Ecco, io risiedo in questo gioco di forze e vivo e mi faccio vivere. Tutto appartiene a questo flusso, io vi navigo ogni giorno, ogni ora della vita.”

ROBERTA MELASECCA – Architetto, curatrice indipendente, progettista culturale ed esperta in comunicazione per l’arte e l’architettura. Segue il lavoro e le ricerche di numerosi artisti, scrivendo testi critici e promuovendo progetti curatoriali in Italia e all’estero, collaborando con diverse realtà culturali. È attivamente coinvolta nell’editoria d’arte, contribuendo a pubblicazioni e cataloghi, dedicandosi anche allo sviluppo di pratiche performative innovative. Per cinque anni ha diretto lo spazio indipendente Interno 14 a Roma. Con il suo studio di mecenatismo interdisciplinare Interno 14 next è stata selezionata dalla Fondazione MAXXI per il progetto The Indipendent che raccoglie i principali spazi indipendenti in Italia. È ambasciatrice di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto ONLUS e presidente dell’associazione culturale blowart. Da cinque anni promuove il progetto del Festival del Tempo con il quale lavora su alcuni degli Obiettivi dell’Agenda 2030. Collabora con la rivista Art a part of culture; è responsabile della Sezione arte di VulnerarTe Magazine e dei Progetti Speciali e Comunicazione del Movimento VulnerarTe APS. Scrive testi poetici, racconti e saggi: di ultima pubblicazione il volume Attraversamenti. Un racconto in prosa e in poesia (Eretica Edizioni, gennaio 2023).
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ALESSANDRA DI FRANCESCO nasce a Roma nel 1965, si diploma presso l’Accademia di Belle Arti nel 1988. La prima mostra personale in Germania, a Wuppertal, la città che ospita il Tanz-Theater di Pina Bausch, segna in modo imprescindibile il suo legame con questa artista. Seguono numerose esposizioni, personali e collettive, in Italia e all’estero. La mostra Imbastire legami crea trame del 2001 (Galleria Maniero, Roma) costituisce un punto X del percorso artistico: da una pittura di matrice espressionista Alessandra approda all’idea, al concetto, al processo logico che procede per nessi. Dipingere diventa l’azione di connettere qualcosa di antico con qualcosa di presente e di assolutamente nuovo. Introduce, di volta in volta, i codici, dal morse al braille, usati come supportanti di un messaggio che andava svelato ed insieme protetto: le trame, desunte dai merletti e dalla tradizione decorativa, accompagnano i ritratti, i soggetti come una vera e propria scrittura da decodificare.
MICHELA BECCHIS nasce a Roma e qui si laurea in Storia dell’arte medievale. Storica e critica d’arte, ha insegnato nelle Università dell’Aquila, di Chieti, di Roma “Tor Vergata” e all’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Ha collaborato con l’Istituto Universitario Internazionale di Fiesole, con la Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” (Università di Macerata), con la sede italiana del RISD (Rhode Island School of Design). Ha sempre diviso i suoi studi e le sue ricerche tra l’arte medievale e quella contemporanea dando vita a un curriculum volutamente eterogeneo. Intesse rapporti con artiste e artisti che segue nel loro processo ideativo in modo continuo. In tutti i casi, nutre particolare interesse al rapporto tra arte, storia, genere e movimenti politici e alla circolazione dei modelli figurativi e linguistici inter e transculturali. Con l’Associazione Officina delle Culture, vincendo i bandi per Estate Romana, Notte dei Musei, Contemporaneamente, Eureka!, cura rassegne che contaminano generi diversi e culture artistiche differenti unendo, in sperimentazioni visive, teatrali, performative, musicali, artiste e artisti provenienti da diverse parti del mondo. È co-direttrice, con Elisabetta Portoghese, del Festival Internazionale di Fotografia di Castelnuovo di Porto. Scrive per Il Manifesto, S-Definizioni e art a part of culture.