Il brand Amarossa produce scarpe con materiali 100% riciclabili, promuovendo un modello di produzione sostenibile, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e degli animali.

Amarossa, giovane brand nato in provincia di Venezia meno di un anno fa, è riuscito a conquistare subito una posizione di spicco all’interno del cosiddetto mercato slow fashion, nonostante i pochi mesi di vita. Lo ha fatto grazie a un progetto rivoluzionario e completamente Made in Italy, presentando una collezione di scarpe ecosostenibili da donna e da uomo, ecologiche, vegane, a impatto ambientale zero, riciclabili, compostabili e biodegradabili in ogni loro parte.

I tre pilastri dello slow fashion – un vero e proprio movimento che ha mosso i suoi primi passi a partire dal 2006 – definiscono un nuovo modo di fare moda, basato sulla produzione di qualità, sulla durabilità dei capi prodotti e sulla trasparenza dei processi con cui vengono realizzati:

  1. Approccio locale;
  2. Sistema di produzione trasparente;
  3. Prodotti sostenibili e sensoriali.

Parlando specificatamente di scarpe, ogni anno vengono realizzati circa 20 miliardi di paia a livello planetario, di cui solo il 5% viene riciclato. L’industria della moda è tra le più inquinanti al mondo. Il più delle volte, non presta attenzione alla qualità delle materie prime, alle tecniche di produzione utilizzate e alle sostanze tossiche impiegate, ma pensa solo a lanciare in continuazione nuove collezioni (quasi una ogni settimana dell’anno).

Proprio per questo, brand come Amarossa, che non mirano a diventare eco-friendly nel tempo ma sono ecosostenibili ed ecologici fin dalla nascita, risultano fondamentali per garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo per il prossimo futuro.

Scarpe ecosostenibili e ambientalmente consapevoli – La collezione

Proprio per opporsi alla logica del fast fashion, che realizza capi d’abbigliamento di bassa qualità a prezzi bassi con una frequenza folle, Amarossa propone nel proprio sito una collezione di scarpe fisiche costituita da un singolo modello, declinato in sei differenti colori.

Come dicevamo prima, tutte le scarpe sono ecosostenibili ed ecologiche, vegane, compostabili e riciclabili in ogni loro parte. Ma non finisce qui. Al termine del ciclo di vita della calzatura – pari a circa due anni – il consumatore può restituire la sua Amarossa, che verrà completamente disassemblata, rigenerata e nuovamente immessa in circolo, per evitare che i materiali vengano dispersi.

Questo processo circolare implica uno sforzo di raccolta e avvio di una nuova fase di produzione davvero significativo, naturalmente. Ma il rispetto per l’ambiente, l’utilizzo di tecniche all’avanguardia e l’amore verso il Pianeta Terra sono alla base del sistema valoriale di Amarossa. Impossibile farne a meno.

L’ultima, ma non meno importante, caratteristica di queste scarpe abbraccia a pieno il secondo pilastro dello slow fashion: la trasparenza. Ogni modello, infatti, è dotato di un codice unico, che permette di conoscerlo in ogni fase della sua vita, dalla produzione fino al riciclo completo. Tutto ciò è possibile grazie alla tecnologia blockchain, una sorta di registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi” concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia. Grazie alla blockchain, dunque, è possibile ottenere trasparenza per ogni fase del ciclo produttivo. E non solo…

Infinite Loop: le scarpe del Metaverso

Nel precedente paragrafo, abbiamo utilizzato una curiosa definizione: “collezione di scarpe fisiche”. Ai lettori più attenti non sarà certamente scappato questo piccolo particolare. Ma perché mai definire delle scarpe “fisiche”?

La risposta è semplice, o quasi: Amarossa ha realizzato delle scarpe ecosostenibili che hanno anche un corrispettivo virtuale. Una copia identica in ogni dettaglio, sotto forma di scarpe NFT, da far indossare al proprio avatar all’interno del Metaverso. Il progetto è nato in collaborazione con FiloBlu, società di consulenza on e off line, e punta tutto su un unico modello color bianco ottico, disponibile in cento pezzi numerati con il seriale esclusivo della collezione sulla suola.

Naturalmente, Amarossa non è il primo brand a utilizzare i Non Fungible Tokens – certificati digitali che identificano in modo univoco, insostituibile e non replicabile la proprietà di un prodotto digitale. Nike, Gucci e molti altri marchi famosissimi hanno già sperimentato le potenzialità del Metaverso, con fortunate edizioni limitate e collezioni vendute a migliaia di dollari. Ma nessuno, prima d’ora, aveva creato una linea di scarpe che può essere indossata sia in questo sia in quel mondo. Non gratuitamente almeno.

Una volta acquistate le scarpe ecosostenibili Infinite Loop, infatti, si riceve via email anche la versione NFT, senza alcun costo aggiuntivo. E, grazie alla blockchain, la prova digitale del possesso della scarpa viene registrata in maniera sicura, in modo che solo chi possiede l’NFT può far indossare le scarpe al proprio avatar.

Sarà questo il futuro della moda sostenibile? Scarpe digitali che non invecchiano, non si rompono e non inquinano? Forse sì, un giorno. Ma non oggi. Quello che possiamo fare, qui ed ora, è seguire il consiglio di Amarossa e dei tanti marchi d’abbigliamento che ogni giorno lavorano per le persone e per l’ambiente: cerchiamo di responsabilizzare i nostri acquisti, di rallentare e di proteggere il luogo in cui viviamo. Per noi e per le generazioni future.