Il 10 ottobre 1921 nasce a Chicago, nell’Illinois, il pianista, cantante e compositore Roy Kral, registrato all’anagrafe con il nome di Roy Joseph Kral.

Fusioni tra voci e strumenti

Kral inizia a suonare il pianoforte da giovanissimo e le sue prime esperienze in pubblico le fa dirigendo un’orchestra di studenti. Dal 1942 al 1943, chiamato a presare servizio militare, lavora come pianista e arrangiatore per diverse army bands. Successivamente prosegue la sua attività di arrangiatore per orchestre da concerto e lavora alla Radio di Detroit con Georgie Auld. In questo periodo incontra Jackie Cain che diventa sua moglie e con la quale forma un eccellente duo vocale. Notati da Charlie Ventura nel 1948 entrano a far parte della sua formazione. Ventura trova in questo duo la possibilità di dar vita alle proprie concezioni musicali. Esse tendono, infatti, a divulgare anche tra il grosso pubblico il be bop grazie a una formula in cui le parti strumentali si fondono con quelle vocali, eseguite per l’appunto da Roy Kral e Jackie Cain.

Un duo di successo

In duo Roy Kral e Jackie Cain ottengono un buon successo grazie alle loro interpretazioni leggere e nello stesso tempo ricche di sfaccettature. Con Charlie Ventura partecipano ad alcune importanti incisioni effettuate a Chicago, New York e Pasadena tra l’ottobre del 1948 e il maggio del 1949. Dopo il sodalizio con Ventura, Roy Kral dirige un proprio sestetto con cui si esibisce al Bop City e in altri jazz club fino al 1950. Sciolta questa formazione, sempre a Chicago lavora in una trasmissione televisiva. Nel 1953 è ancora con Charlie Ventura per otto mesi, poi si trasferisce a New York e successivamente se ne va a Las Vegas. L’apice della sua popolarità coincide con il periodo culminante del bop quando in duo con la moglie ottiene un grande consenso sia dal pubblico sofisticato dei night-club che dalla critica e dagli appassionati di jazz. Muore il 2 agosto 2002.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".