Uscito l’ultimo libro di poesie di Edda Billi Donnità (Iacobelli Editore 2018) a cura di Paola Mastrangeli, con la postfazione di Carla Vasio, un piccolo libro prezioso ma geniale e graffiante. Donna e femminista che ama le donne, ma soprattutto poeta consapevole di essere dentro e soprattutto un “corpo politico, uno scandaloso corpo pensante”, Edda Billi alla soglia dei suoi 86 anni, ha raccolto un centinaio circa di brevi componimenti divisi in 5 raccolte dai titoli evocativi: “Lucy”, “Calce viva”, “La giostra della frullana”, “Barlumi”, “I mangiatori di simboli”.
Molte di queste brevi poesie hanno un riferimento a persone conosciute, colte nella loro vitalità ed originalità … Alma Sabatini, Caterina Cartei, Giorgia Manca, Gemma Scalabrelli, Elena Gentili … Innumerevoli donne, amicizie al confini tra l’impegno pubblico ed il personale politico. Donne da lei definite con qualche tratto, un colpo di pennello, un profumo, che in quest’epoca crepuscolare, informatica ed ansiosa, poggiano con cura i loro piedi sulla terra e dicono le parole che contano …Tra queste anche una breve lirica dedicata alla senatrice e componente dell’Assemblea Costituente Lina Merlin:
- Non c’è riposo / neppure nel bordello / dove donne cariche / d’anni di passioni false / camminano nervose / in attesa / d’improbabili clienti. / Intanto si spengono / le stelle.
Senza arrendevolezze nostalgiche Edda Billi fa la memoria di anni difficili ed entusiasmanti, dal ‘68 e durante gli anni di piombo, alla ribellione delle donne contro quella cultura patriarcale e la forzata divisione degli spazi sociali, ma parla anche d’amore, di natura, di animali sensibili e del dolore di vivere in quella differenza femminile, appesantita da secoli di sudditanza, persino nel linguaggio …
- E forse non è il linguaggio da cambiare ma lo sguardo su di sé e sul mondo. E Billi parte da Lucy, l’australopiteca trovata in Africa nel 1974, proprio negli anni che vedevano le donne irrompere sulla scena come “il soggetto imprevisto” dell’amata Carla Lonzi.(…) E come per l’amata Wislawa lo Yeti, le scimmie, il melo, la cipolla, anche per Billi gli animali, gli alberi e fiori astrusi e rari (cutrettole, sardine panciadargento e siliquastri, araucarie, rododendri) popolano i suoi versi come creature simboliche e vive al tempo stesso. (Dalla prefazione di Paola Mastrangeli).
- Attesa: Cutrettola ballerina / che aspetta la pigra / primavera / come se l’inverno / avesse pagato dazio / per restare sui campi / e sulle dune / così anche il mare / freme nell’attesa / ma rassomiglia / all’incauta viandante / che si mette in cammino / con le scarpe rotte
- Perifera: E sogni senza riposi / fra una distesa / di arruffate negligenze / e spigliatezze / di giovani commesse / che sciamano / la sera / verso case raggruppate / ammonticchiate / in periferie / dai contorni / di lepri ferite.
Recentemente, nell’ambito delle manifestazioni per la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, è stato proiettato al Nuovo Cinema Aquila di Roma il documentario di Laura Valle e Paola Mastrageli – 100 di questi giorni – dedicato a Edda Billi, lesbofemminista, come ama definirsi, Presidente onoraria dell’AFFI (Associazione Federativa Femminista Internazionale). Nel documentario Edda Billi narra l’esserci e l’impegno di oggi di un gruppo di donne che negli anni settanta hanno dato vita al collettivo femminista di Via Pompeo Magno. Fa anche riferimento a neologismi come donnità (che fa rima con libertà e creatività) per sottrarsi ad un vocabolario declinato al maschile. https://www.youtube.com/watch?v=4a9Q3gAc-E8&feature=youtu.be
Edda Billi appartiene ormai alla storia, a quella corrente politica comunemente chiamata la “seconda ondata” del femminismo, finalizzata non solo ad uguaglianza ed assimilazione alla dignità riservata al maschile, ma determinata a mettere l’accento sulle differenze e quindi con la volontà di riappropriarsi dell’autonomia del corpo proprio, riguardo soprattutto maternità e sessualità, partendo dalla presa di coscienza fondamentale che il personale è politico con tutto ciò che, col privato, passava sempre attraverso il corpo delle donne.
Era stato pubblicato in Italia nel 1964 The Feminine Mystique di Betty Friedan, dando voce e sostanza a quell’occulto malessere che rendeva le donne infelici e predisposte alla depressione, nella trappola nella quale, per sentirsi integrate ed amate, dovevano rimanere, ipnotizzate da un’ideologia sociale alimentata dai responsabili dell’informazione, dai direttori di giornali, dagli educatori, dagli psicanalisti, dai sociologi, ovviamente tutti d’accordo e tutti di sesso maschile. Poi abbiamo avuto nel 1965 la ribellione di Franca Viola, mentre la legislazione italiana (in particolare l’articolo 544 del codice penale) considerava ancora la possibilità di estinguere il reato con il cosiddetto matrimonio riparatore, considerando la violenza sessuale un reato di oltraggio alla morale e non reato contro la persona.
Infine un documentario storico sconvolse l’opinione pubblica, il “Processo per stupro”, il primo processo a porte aperte della storia italiana. Diretto da Loredana Rotondo e proposto per la prima volta nell’aprile del 1979 in RAI, fu visto da tre milioni e mezzo di spettatori. Poi insignito del Premio Italia, venne ritrasmesso nell’ottobre dello stesso anno e gli spettatori furono addirittura nove milioni.
https://www.youtube.com/watch?v=xaTmbLzyWmk
Tutto questo è stato e queste poesie, dense di emozioni, ci ricordano come eravamo, ci parlano del presente e del passato, ma anche di un futuro che vogliamo migliore, poiché che i diritti conquistati hanno bisogno di cura e di conferme costanti nel tempo.
Outlet: Avere sogni / che nessuno compra / è come avere / un aquilone / in una cella.
Ho scritto un articolo anche sul precedente libro di Edda Billi, Isolanotte – (Iacobelli editore 2014) visibile a questo link – http://www.womenews.net/isolanotte-le-poesie-di-edda-billi-uscite-dal-silenzio/ nel quale ho scritto tra l’altro:
- Edda è nata in Toscana, in Maremma, terra di anarchia e di contadini che conoscevano a memoria tutta la Divina Commedia, terra di sfide, come quelle di quei Butteri che umiliarono Buffalo Bill e delle disfide della cultura dell’oralità in ottava rima, ma anche terra selvaggia e malarica, di introversione, di silenzi e di morte. Nei suoi scritti si respira però soprattutto la Terra ed il Mare che ancora sopravvivono in Toscana, i profumi incrociati del Maestrale, della Macchia mediterranea e delle Alpi Apuane, l’alito di animali non del tutto domestici che corrono alla ricerca di una libertà perduta, il lupo, la cavalla, la capra, le oche …
Poi vorrei ricordare che Edda Billi ha partecipato anche all’antologia da me curata insieme a Massimo De Simoni I poeti incontrano la Costituzione (Ediesse 2016) con tre poesie, delle quali quella dedicata all’articolo 10 è riportata anche nel presente libro:
- Non ho più parole / per quei barconi rovesciati / per quelle teste nere / che il mare inghiotte / immemore. / Non ha colpa il mare / né il pesce arabescato / ma le rive lontane / e le lune di latte / e le onde che tornano e ritornano / e il ghigno della bufera / e il cuore tenero di tutte le madri / che li mettono al mondo. / Ma che colpe hanno / se non che subiscono stagioni / e la morte del sole?
EDDA BILLI – Nata a Follonica in Maremma, trasferitasi giovanissima a Roma è stata tra le protagoniste dello storico collettivo romano di Via Pompeo Magno, poi in quello del Governo Vecchio, storica sede occupata nel 1976 dal MDL, poi nella Casa Internazionale delle Donne di Roma, fondatrice e Presidente onoraria dell’AFFI (Associazione Federativa Femminista Internazionale) e fondatrice di Archivia (Biblioteca, Archivi, Centri Documentazione delle donne). Ha pubblicato con Bandecchi & Vivaldi – Un po’per celia e un po’per non morir – Hai-Ku di Edda Billi e foto di Gianna Ciao. Precedente pubblicazione il libro di poesie Isolanotte – Iacobelli editore 2014, presentazione di Bianca Maria Pomeranzi, postfazione di Maria Clelia Cardona – distribuita in allegato alla prestigiosa rivista indipendente Leggendaria. http://www.iacobellieditore.it/