Il 1° settembre 1939 le “Panzerdivisionen”, le potenti divisioni corazzate della Germania, appoggiate dal cielo dagli aerei della Lutwaffe superano i confini polacchi e in tre settimane distruggono ogni resistenza.

Il patto d’acciaio

Il gesto non resta senza conseguenze. Il 3 settembre, infatti, la Francia e l’Inghilterra dichiarano guerra alla Germania. Questi avvenimenti sono destinati a dare il via alla Seconda guerra mondiale. La stampa italiana, egemonizzata e controllata dal regime fascista, sostiene apertamente le ragioni dell’aggressiva politica tedesca anche perché l’Italia ha da poco firmato un “patto d’acciaio” con la Germania nazista nel quale si esalta l’affinità ideologica tra fascismo e nazismo e viene sancito un accordo di solidarietà tra i due paesi.

Non belligeranza

Il documento formale con il quale si sancisce la nascita del patto è del 22 maggio 1939 e reca in calce le firme di Galeazzo Ciano e del ministro degli Esteri tedesco Von Ribbentrop. Il regime fascista, ritenendo il paese non ancora pronto a sostenere lo sforzo bellico, decide di non farsi coinvolgere immediatamente dal conflitto. Il 1° settembre 1939, infatti, il Consiglio dei Ministri dichiara la “non belligeranza” dell’Italia. Il clima generale è, però, apertamente pre-bellico e sul territorio italiano cittadini dei paesi schierati contro la Germania vengono sottoposti a quotidiane pressioni, spesso non solo psicologiche. Molti, per evitare conseguenze peggiori, abbandonano il nostro paese.