Come già accennato nel corso del nostro viaggio all’interno della piccola e media editoria, vi sono delle realtà produttive sparse lungo la Penisola che, sovente, rimangono nascoste agli occhi del grande pubblico. Ma non per questo minore visibilità equivale a marginalità culturale. Anzi, spesse volte, è vero il contrario, soprattutto in quelle dimensioni editoriali che privilegiano il gusto dell’artigianato librario, con tutte quelle caratteristiche di qualità proprie di chi ama profondamente il proprio mestiere. Questa volta siamo andati nel profondo Sud del nostro Paese per incontrare Roberto Laruffa, proprietario dell’omonima casa editrice.
Roberto Laruffa ci parla della sua Calabria “editoriale”
Roberto, vuoi parlarci della nascita della casa editrice?
Laruffa Editore vide la luce nei primi anni ‘80. Mio padre Domenico, benché occupasse un ruolo di primo piano presso Giuffrè Editore a Milano, decise di mettersi in gioco in prima persona e di farlo ritornando nella sua terra, la Calabria. Terminati gli studi universitari, nel 1996, e dopo anni di esperienze all’estero, sentii anch’io il richiamo del luogo di origine e il fascino di un mestiere come quello dell’editore che, seppur difficile, trasmette molti stimoli di natura culturale.
Il catalogo della casa editrice è particolarmente vasto. Vuoi parlarci di qualche specificità editoriale in particolare?
La storia del Mezzogiorno d’Italia, per molti aspetti, è ancora tutta da decifrare. Ci sono studiosi che in silenzio e con entusiasmo si dedicano alla ricerca delle verità, che spesso si dimostrano diverse da quelle che si credevano inconfutabili. Contribuire a dare voce a questi autori, a riscrivere la storia del Sud, e in particolare della Calabria, è nostra priorità.
Ricordo, tra le recenti pubblicazioni, Il tempo, il viaggio e lo spirito negli inediti di Edward Lear in Calabria, curato da Giuseppe Macrì, come un importante contributo nel descrivere la realtà calabrese di fine Ottocento. La stessa ricerca di verità è abbinata anche all’attualità, in un contesto politico-economico drammatico.

A tal proposito cito il volume di Claudio Cordova Il sistema Reggio, uscito ad aprile e già in ristampa, che ha il merito di collegare tanti fatti e personaggi apparentemente indipendenti, dimostrando l’esistenza appunto di un “sistema” che parte da Reggio ma che arriva fino alla Lombardia e al resto d’Italia, dove la ‘ndrangheta ha messo radici, inserendosi nel giro della politica e degli affari.
Ci sono dei volumi “green”, ossia dei libri dedicati all’ambiente, all’habitat naturale e guide turistiche?
Le guide turistiche hanno sempre rappresentato una priorità nel nostro catalogo, basterebbe citare la guida Incontro con la Calabria, giunta alla quattordicesima edizione. Oggi puntiamo inoltre a valorizzare con più attenzione luoghi ancora in parte “sani”, (spiagge, montagne, fondali marini e risorse naturali in genere) cercando di trasmettere il senso di rispetto e amore per l’ambiente. E citerei anche i nostri volumi delle collane curate per conto dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Non possiamo non parlare anche della tua terra, la Calabria. E sulla cultura culinaria della tua regione. Vuoi parlarci un po’ dei libri sulla gastronomia e sulla cucina calabrese?
Come già emerso dalle precedenti risposte, la Calabria è per noi la materia prima del nostro lavoro. Nonostante la scarsa attenzione da parte degli enti pubblici locali, non intendiamo, nel nostro operare, staccarci dalla nostra Terra. Nel fare editoria locale spesso si ha la sensazione di essere ghettizzati o comunque circoscritti ad un piccolo ambito ma, con il tempo, pur dedicandoci anche a editoria più generale, abbiamo fatto della Calabria il nostro punto di forza e il nostro elemento identificativo.

Non ci sentiamo per questo piccoli editori locali, ma editori al passo con i tempi che non intendono snaturare la propria identità. Siamo inoltre molto presenti sul territorio, gestendo dal 2004 i bookshop dei musei di Reggio Calabria, Locri e Vibo Valentia e, dal 2006, una libreria all’interno dell’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria. Per quanto riguarda i volumi di cucina, ci piace curare aspetti legati alle tipicità gastronomiche della Calabria. Dietro ad essi si celano spaccati di storia, simbologie religiose, tradizioni, curiosità. Si evidenzia la creatività nel saper valorizzare elementi di cucina povera. Il tutto nella varietà di ambienti di una regione complessa, anche geograficamente, dove mare e montagna si guardano, si sfiorano, ma mantengono orgogliosamente la loro identità, anche nella tradizione culinaria. I nostri volumi sulla cucina calabrese partono dalle ricette, ma intendono evidenziare tutti questi aspetti culturali a esse legati. A tal proposito cito il volume Acquasale e tielle, di Angiolina Oliveti, che riporta le ricette contadine calabresi, e quello, di prossima pubblicazione, sulle ricette aspromontane, curato da Nancy Calabrò, nostra autrice di punta per ciò che riguarda i volumi a carattere gastronomico.