Il 16 marzo 1908 nasce a Brownsville, nel Tennessee, James Rachell, detto Yank, uno dei pochi specialisti del mandolino nell’universo musicale del blues.

Per la critica una spalla

Tipico e valido esponente del blues rurale del Tennessee è un po’ penalizzato dal lungo sodalizio con “Sleepy” John Estes per il quale la critica tende a considerarlo più un’eccellente spalla che un solista. Rachell inizia a incidere dischi nel biennio 1929-1930. Da solo, con Estes, o come musicista di studio registrò altro materiale negli anni Trenta, prevalentemente per l’ARC e la Bluebird. Queste ultime realizzazioni costituiscono un vero, rarissimo tesoro per collezionisti. Più facilmente reperibili e più godibili, per la ottima qualità delle incisioni, due dischi pubblicati nel secondo dopoguerra come Mandolin Blues (Delmark) e soprattutto Yank Rachell (Blue Goose).

L’abbandono e il ritorno

Cantante e chitarrista itinerante, suona nei locali del Tennessee ed in quelli dell’Arkansas, in Kentucky e in Missouri. A Memphis, col fedelissimo Estes, si fa apprezzare intorno al 1930 come una delle attrazioni musicali nella celeberrima Beale Street. Accompagna Sonny Boy (John Lee) Williamson, Homesick James, Willie Newbern. Continua ad esibirsi con successo a Chicago come nel sud, finché nel 1941 non se ne torna a Brownsville. Di lì a poco finisce col rinunciare alla musica. Solo nel 1962, per iniziativa del critico Bob Koester che lo riscopre a Indianapolis, Rachell ritorna al blues. Riprende a suonare la chitarra con uno stile vicino a quello di Scrapper Blackwell diventando presto una vedette dei club e dei bar frequentati dai giovani bianchi. Partecipa a un gran numero di festival di musica folk in America e, nel 1966, a una tournée europea. Muore il 9 aprile 1997.