Sabato 2 marzo 2019 alle ore 18,00 presso lo Spazio “T” di Marco Maltauro a Roma, via Giovanni da Castel Bolognese 31 in Trastevere, l’artista e scrittore Giampaolo di Cocco presenterà la sua ultima pubblicazione “Titti tutta tette” Smith edizioni di Aroldo Marinai, Firenze 2018. Marco Maltauro insieme allo scrittore e filosofo Pier Paolo Fiorini aprirà un dibattito con l’autore sui temi di questo testo.
Precisiamo subito, con le parole dell’autore – “Titti tutta tette non è un romanzo erotico. E non è neppure, a rigore, un’autobiografia”. Allora cos’è questo libro se non la raccolta di pennellate ed ambientazioni che vanno a costituire un’invasione sovraffollata di parole, di immagini, di ricordi, di emozioni, attraverso una quotidianità (momentaneamente disinnescata dalle angosce e dalle ossessioni) delle vicende personali dell’autore che si sviluppa nel testo a partire dall’infanzia, in parte riferita alla ribellione dei genitori ed alla loro irrimediabile incapacità di vivere … tra i fantasmi del fascismo e della seconda guerra mondiale. Le impressioni di una Firenze postbellica si dipanano quindi tra le rovine e le deludenti ricostruzioni, con incursioni nel mondo degli artigiani, mentre il titolo del libro nasce addirittura da quella tiritera canzonatoria del fratellino che rimprovera alla sorella Elisabetta (Titti) di non voler più giocare ai cow boys con lui, essendo entrata ormai nell’adolescenza femminile; un altro universo che lo escluderà, d’ora in poi, dalle emozioni della ragazza, forse per sempre.

Se il testo si propone come narrazione orizzontale, essendo concepito come raccolta di associazione di idee, la mancanza di punteggiatura accentua questo desiderio di avvicinarsi alla scrittura automatica, al sogno, alla strutturazione stessa di un’immagine spaziale totale, per accentuarne leggerezza e permeabilità … ma forse anche per catturare un pubblico sempre più abituato alle veloci fluttuazioni ed iper-informatività del web. Però la definizione che ne dà l’autore, cioè una scrittura rizomatica, fa pensare a qualcosa di più profondo e pervasivo, alla consistenza della memoria e della tradizione entrata ormai nelle ossa, come il flusso nutritivo rizomatico, sotterraneo, di una pianta. Non si può a questo proposito, non fare un accenno all’Iris delle paludi, pianta tanto resistente e diffusa da essere andata a rappresentare storicamente lo stemma della Città.

Non si può nemmeno tralasciare il rapporto che l’artista mantiene tra questi due aspetti della sua formazione, quindi riportiamo un suo testo sull’affascinante istallazione da lui creata per Firenze Parcheggi – ottobre 2017 “Acque Alte/ Acque Basse”
- Mi sono meravigliato per lungo tempo di questo spazio così ampio e così vuoto all’interno del parcheggio alla stazione di Santa Maria Novella, lo spazio dei cortili A e B; spazi di queste dimensioni del tutto inutilizzati sono introvabili nella città di Firenze, in questo caso si tratta probabilmente di uno spazio di sfogo antincendio ed è tuttavia suggestivo e affascinante. Così m’è venuta l’idea di usarlo per l’arte, che forse riempie ma certo non soffoca. Una prima idea di che cosa farci mi è venuta in mente mentre volavo da Berlino a Firenze per incontrare i responsabili della Firenze Parcheggi: avrei realizzato delle grandi creature marine per mettere in evidenza la vastità dello spazio del cortile B.
- Più avanti mi sono divenuti chiari il significato e la forma dell’intera installazione: avrei messo in scena la divisione Acque Alte/ Acque Basse, ispirandomi al misterioso ed affascinante mosaico del duomo di Monreale, a Palermo. Un gruppo di “onde” di acciaio corten, in basso, rappresentano le Acque Basse, un altro gruppo di “onde” racchiuse in una corona circolare, in alto, le Acque Alte. I “pesci”, grandi oggetti metallici, avrebbero completato l’installazione.
- Che cosa significa questo lavoro? I Babilonesi vedevano nel passaggio dalle Acque Basse del fiume Eufrate alle Acque Alte del Tigri, una metafora della vita umana tesa all’iniziazione, alla autocoscienza: Acque Basse=non coscienza di sé, Acque Alte=raggiungimento dell’autoconsapevolezza. Il pesce è tradizionalmente l’essere che ci può aiutare ad uscire dalle Acque Basse della non–consapevolezza, dato che si trova a suo agio in questo elemento. Ho curato particolarmente il montaggio dell’opera in modo che si integrasse nel modo più efficace con le caratteristiche del grande spazio, così da raggiungere un effetto di coinvolgimento ed emozione dello spettatore. Anche in questo caso lo spazio resta comunque il protagonista dell’opera, come sempre è successo nei miei lavori.

Giampaolo di Cocco (Firenze 1947) ha sviluppato accanto all’attività di artista e d’architetto quella di scrittore e giornalista. Lavora fino al 1982 per la Rizzoli (Corriere Medico, Max, Amica) svolgendo interviste con Renzo Piano, Paolo Portoghesi, Bruno Zevi ed altri noti architetti ed entra in collaborazione ed amicizia con alcuni dei maggiori intellettuali del nostro tempo. Nel 1977 fonda con Luciano Caruso la rivista d’arte aperiodica “Abaco”. Dal 1982 è seguito dagli amici Omar Calabrese (Caos e Bellezza, immagini del neobarocco Domus Academy Milano1991) e Gillo Dorfles che gli dedica numerosi articoli fino al suo ultimo libro Gli Artisti che ho incontrato (Skira Milano 2017). Diviene dal 1990 amico e corrispondente di Giuseppe Pontiggia con cui intratterrà un nutrito scambio epistolare per dodici anni fino alla scomparsa del grande scrittore milanese. Pontiggia scrive tra l’altro la prefazione del testo del di Cocco Il galateo dell’artista principiante (Asefi terziaria di Gianfranco monti, Milano 2001). E’ del 2004 il testo Spazi colorati in Occidente, una breve storia delle architetture colorate (ed. Ordine degli Ingegneri di Firenze, prefazione di Aldo Colonetti). Pubblica nel 2007 il vasto saggio di storia delle religioni Alle Origini del Carnevale ( ed. Pontecorboli, Firenze).
Nel 2017 pubblica per i tipi della Europa edizioni, Roma il suo primo romanzo Le Sabbie di Giarrar, epopea dell’architettura coloniale italiana vista dalla parte dei perdenti. Hanno scritto del lavoro del di Cocco oltre agli Autori suddetti Pierre Restany, David Galloway, Ursula Prinz, Valerio Dehò, Martina Mazzotta, Bruno Corà, Matilde Puleo, Flavio Caroli, Giorgio DI Genova, Lara Vinca Masini e molti altri.
Giampaolo di Cocco – Studio in Italia: via di Marcialla n. 6/c, 50021 Barberino Val d’Elsa-Firenze. Studio in Germania: Thomas Muenzer Strasse n. 21, 16866 Berlin- Kunow