Dal 7 al 17 maggio 2023 alla Borgo Pio Art Gallery, in via degli Ombrellari 1, 2, 3 – si terrà una mostra collettiva dal titolo “Il Nudo Artistico”. Saranno dieci giorni interamente dedicati alla rappresentazione, attraverso varie tecniche artistiche, del corpo umano. Il Vernissage si terrà domenica 7 maggio alle ore 18,30 ed il professore e artista Mauro Russo introdurrà la mostra e presenterà gli artisti. E’ previsto un servizio video di Monolitenotizie.it – Durante il vernissage un body painting realizzato da “Dopol’otto” e alle 19:00 performance “io sono” da un’idea di Patrizia Ricchiuti. INGRESSO LIBERO
Gli artisti in mostra sono:
- Giovanna Alessandria, Ettore Comi, Antonio Croce, Paolo Maccari, Mastropino, Paolo Pardi, Patrizia Ricchiuti, Mauro Russo, Valter Sambucini, Tiziana Santini, Luis Serrano, Sibiart, Luisa Valeriani.

Qualche parola su questa nuova Galleria d’arte che ha eletto come logo un’immagine beneaugurante, la fenice, uccello leggendario divenuto simbolo e mito di resilienza, di resistenza o se si vuole di rinascenza. Solo per citarne alcuni, mentre nella Roma antica la fenice rappresentava la persistenza e la potenza dell’Impero, presso i cristiani invece la fenice fu simbolo d’immortalità e resurrezione, di rinascita ad una nuova vita. Ma come non citare Carl Gustav Jung ed il suo libro “Simboli della trasformazione”, a rappresentare la predisposizione dei responsabili di questa Galleria a promuovere eventi dallo spessore culturale che si interfaccia con varie tematiche letterarie ed artistiche e di promozione di confronti anche sociali, con particolare attenzione all’ambiente e le problematicità che ci riguardano.

Questa collettiva sul corpo nudo è quasi una provocazione … Come preannuncia il titolo, anche per ricordare il famoso antropologo, etnologo e filosofo francese Claude Lévi-Strauss, questo corpo ormai non ha quasi più niente di naturale, oggi colonizzato da pratiche mediche e chirurgiche, tatuaggi e video art e tv al limite del porno-fetish. Inoltre, se una volta il mondo dell’arte promuoveva, con particolare interesse lo studio del corpo umano (non solo nelle Accademie) adesso quel mondo si è perduto, anche antropologicamente, nella comune esibizione di nudità sempre più spinta, dalla moda ai social, alle sofisticate perversioni televideo che sono addirittura partite citando George Orwell (del romanzo 1984) ed in seguito divenuto titolo di programma TV di “videosorveglianza” in varie versioni.
Giunto alla sua ennesima replicazione, cambiando nome e modalità, questo inganno visivo, che si avvale dell’onnipotenza della pulsione scopica, fornendo l’ambiguità del vedere-essere visto come unico modo per esistere o scomparire, si è spinto fino a mettere in contatto diretto questi corpi nudi e indifesi di uomini e donne, con un mondo “naturale-artefatto”, pieno di disagi e pericoli, raggiungendo vette ambite di pornografia sentimentale nel contesto di un video/gioco con persone vive, osservate per ore ad uso di guardoni nostalgici ed invidiosi della vita privata dei propri simili.

Questo corpo/pensante, inizialmente andato alla ricerca di quella consapevolezza estetica che Yves Klein, precursore della Body Art indicò come – creare costantemente un solo unico capolavoro, se stesso – si è trovato oggi immerso in una trappola composta da paure, fobie sociali, notizie false e contraddittorie, violenza gratuita. Non riconoscendosi più in una determinata comunità, attraverso il “fluidificarsi” dei legami identitari e territoriali, comincia ad essere inesorabilmente afflitto da solitudine, depressione e smarrimento, in una parola mancanza d’identità, mentre l’ambiente, naturale ed artificiale, viene lasciato all’incuria ed alla disaffezione predatoria. Sembra strano ma ormai la nostalgia d’intimità è divenuta una merce, più preziosa ed interessante anche del sesso, come abbiamo visto nel film “The Truman show”, il primo bambino adottato da un Network.

Per andare un po’ più indietro nel tempo, il corpo ha rappresentato negli anni sessanta, la scenografia naturale, il limite ultimo e lo spettacolo umano dell’estrema sperimentazione artistica delle neo-avanguardie, la cosiddetta Body Art. La tematica della corporeità infatti è sempre stata strettamente legata agli avvenimenti storici, che in quel periodo lo rappresentavano sempre più disobbligato dal monopolio della religione, così come dalla violenza della ragion di stato, con l’affermarsi di filosofie, di ricerche culturali e psicoanalitiche che andavano a concentrarsi sulla soggettività in costruzione, non avulse dalle contestazioni giovanili legate al movimento del ’68.

Adesso questa mostra sul nudo non intende celebrare né la bellezza a tutti i costi, né la classicità della posizione dell’artista, ma solo focalizzarsi su di un felice ritorno allo sguardo indagatore dell’Arte, erratico per definizione, libero da costrizioni ma costruttore di simbolico, sottoposto alla trasformazione linguistica e visuale che Carl Gustav Jung chiama Inconscio collettivo, ma disponibile a mettersi in discussione e confronto con il pubblico senza pregiudizi o pre-definizioni.
Notizie sull’evento e prossimamente un video dell’inaugurazione su:
https://www.monolitenotizie.it/roma-e-provincia/dal-7-maggio-collettiva-su-il-nudo-artistico/
Borgo Pio Art Gallery – 00193 Roma – via degli Ombrellari, 1/2/3 Per info: +39 3881061500 – borgoart2.0@gmail.com – www.borgopioartgallery.com
Orari di apertura: lunedì 16,00-19,30 – dal martedì al sabato 11,00-19,30 – domenica 11,00-14,00. Vernissage domenica 7 maggio alle ore 18,30 – Ingresso libero.