Il 16 novembre 1927 nasce ad Hartford, nel Connecticut, il pianista Dolo Coker, il cui nome completo è Charles Mitchell Coker.

Gli inizi con Ben Webster

Cresciuto a Florence, nella Carolina, studiando musica in quella città e poi a Camden presso la Mather Academy. Le prime scritture da professionista le ottiene però a Philadelphia. Nel 1946 è con Ben Webster, nel 1955 con Kenny Dorham quindi si unisce a Sonny Stitt con il quale resta fino al 1957. L’anno dopo suona con Gene Ammons e con Lou Donaldson, nel 1959 con Erskine Hawkins, Ruth Brown, Clyde McPhatter e Philly Joe Jones quindi passa con Dexter Gordon nel 1960 e nel 1961. Sempre nel 1961 dà vita a un suo trio in Los Angeles.

Non solo pianoforte

Nei primi anni Settanta suona con Herb Ellis, Blue Mitchell, i Supersax, Sonny Stitt, Red Rodney, Lee Konitz, Sahib Shihab, Jack Sheldon, Richard Boone, Dexter Gordon e nel 1975 figura nelle formazioni di Harry Edison e di Teddy Edwards. In quegli anni si dedica anche all’insegnamento. Oltre al pianoforte, Dolo suona anche il sax contralto, ma non vi è dubbio che la sua notorietà derivi unicamente dal ruolo di pianista che interpreta in uno stile classico ricollegabile a quello di Art Tatum, Hank Jones, Red Garland, musicisti che stima particolarmente e ai quali si è ispirato, almeno agli inizi, impegnandosi poi a mettere a punto uno stile abbastanza personale e molto incisivo. Muore il 13 aprile 1983.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".