Nell’approfondimento del nostro consueto focus culturale, usciamo per questa volta dal classico seminato dell’editoria nazionale e internazionale per rivolgere l’attenzione di Daily Green a uno dei settori che tanto lustro ha dato e continua a dare alla nostra economia nazionale: l’alimentare. E, con l’occasione, siamo andati a intervistare Andrea Costa, Presidente della Cooperativa ValVerde, che ci ha illustrato non solo le attività principali della sua azienda ma ci ha parlato anche di qualche piacevole sorpresa.

Andrea Costa e la storia della ValVerde

Prima di tutto, Andrea, direi di parlare un po’ della storia della Cooperativa ValVerde. Quando e come nasce?
Da più di tre generazioni la Cooperativa ValVerde produce polli allevati al 100% in Piemonte presso piccole aziende agricole a gestione familiare che si trovano distribuite sulle colline di tutta la regione. Le colline piemontesi sono il luogo perfetto per crescerli al meglio, in zone lontane dai grandi centri abitati e dallo smog. La mia strada è slow e mi auguro che possa essere “sempre più buona, pulita e giusta” come afferma la stessa Slow Food. La mia famiglia ha una lunga tradizione nel settore avicolo: ben tre generazioni si sono dedicate all’allevamento. La scelta di diventare cooperativa, di lavorare solo con produttori soci e amici, di non industrializzare la produzione a scapito del consumatore, il desiderio di vivere nel pieno rispetto dei ritmi della natura e la ricerca della tradizione invece che l’escamotage produttivo per avere più fatturato: questi sono oggi i valori su cui poggia la cooperativa.

Da genitore, io stesso non posso immaginare per mia figlia un mondo dove il mangiare è poco salutare, dove le aziende inquinano, dove la biodiversità non è rispettata, dove gli animali sono trattati esclusivamente come merce. Il pollo ValVerde è un pollo cresciuto in campagna ma nel rispetto dei tempi e dei modi che la natura vuole. Ed è solo qui che nasce il mio pollo, buono e coraggioso. Credo che solo un assaggio possa essere davvero eloquente e, per noi, sentire la gente che dice “è tutto un altro pollo” è una soddisfazione impagabile. Anche perché il lavoro, la fatica e l’impegno che stanno dietro a quel boccone sono davvero intensi.

Leggevo che la Cooperativa Valverde collabora attivamente anche con la Scuola di cucina di Pollenzo.
È un rapporto più che mai solido quello tra la Cooperativa ValVerde e la Scuola di Cucina dell’Unisg che ha scelto, come partner, il nostro pollo tutto piemontese per le proprie preparazioni. Un connubio destinato a durare a lungo nel tempo. Per ValVerde, entrare nella cucina dei futuri Chef che arrivano da tutto il mondo, è una esperienza unica. Ogni nazione, ogni continente potrà esprimere al meglio la propria esperienza e gusto per un alimento, quale il pollo, che sempre più si afferma come prodotto sano, leggero e gustoso. Solo dei bravi Chef, e non degli Chef famosi, sapranno far mangiare a tutti noi una cucina buona, pulita e giusta. Ed è per questo che ValVerde è partner ufficiale della Scuola di Cucina dell’Università del Gusto di Pollenzo.

State partecipando al Salone del Gusto e Terra Madre che si sta svolgendo in questi giorni al Lingotto di Torino: cosa proponete?
Per la seconda volta partecipiamo al principale evento di Cultura del Cibo a livello mondiale e siamo l’unico allevamento avicolo presente al Salone del Gusto. È la nostra vocazione di artigiani dell’alimentazione. Valverde è locale per scelta e amore per il proprio territorio ma siamo pronti a grandi sfide. Al Salone faremo degustare e assaggiare il nostro pollo, naturalmente. Avremo anche tre workshop che declinano i temi a noi cari: alimentazione sana, territorialità, benessere animale. Saranno con noi Alessandra Bosetti, dietista della clinica pediatrica dell’ospedale Luigi Sacco e presidente dell’Associazione Giovani Diabetici Lombardia ed Elisa Bianco, Food Business Manager Europe di Compassion in World Farming (CIWF).

A questo proposito, un significativo riconoscimento alla qualità dei vostri polli è in imminente arrivo: il prossimo 6 novembre riceverete il Premio Good Chicken di Compassion in World Farming, un premio importante…
Sarò a Parigi per ritirare il premio in novembre: un premio che non si compra ma si merita e si conquista. Prima vengono gli esseri viventi e poi il cibo, e non viceversa. ValVerde ogni giorno impara e migliora come, ad esempio, il benessere animale dei propri allevamenti. È un premio di cui siamo molto fieri: ValVerde è stata premiata dalla prestigiosa organizzazione internazionale non a scopo di lucro Compassion in World Farming con il premio Good Chicken per aver intrapreso il giusto percorso in quanto adottiamo soluzioni all’avanguardia per tutelare il benessere dell’animale, migliorando costantemente la qualità dei prodotti. Il percorso che la Cooperativa ha deciso d’intraprendere, nonostante le congiuntura non positiva del mercato avicolo, prevede il raggiungimento di una serie di buone pratiche che comunque incidono sul costo di produzione in maniera importante. La scelta è comunque quella di non far ricadere il costo sul consumatore.

Non solo allevamento di polli, tuttavia; siete anche “appassionati” di biodiversità a quanto sembra di capire. Quant’è importante per ValVerde il paesaggio? La tradizione contadina? Le specificità del territorio?
La mia famiglia ha una lunga tradizione nel settore avicolo ma tutto è cambiato veramente in poco tempo. Oggi ci misuriamo con la disponibilità di prodotti di tutto il mondo e l’unica strada percorribile è distinguerci per qualità; contro un gigantesco allevamento industriale est europeo da milioni di animali in spazi minimi e in condizioni di igiene estreme, non è possibile combattere se la leva è solo il prezzo. ValVerde ha sempre puntato sulla qualità e per farlo utilizza tutti i valori del proprio territorio come l’artigianalità e il rispetto dell’ambiente. Va in questa direzione la scelta di creare preparati a base del nostro pollo quali per esempio i peperoni di Carmagnola (presidio Slow Food) ripieni di polpettone e tanti altri piatti della tradizione non a base industriale; scelta che è stata accolta con grande favore dal mercato. Non si può prescindere dalla richiesta di chi ora vuole prodotti buoni, puliti e giusti, come dicono gli amici di Slow Food. Dietro a un prodotto ValVerde non c’è tecnologia ma uomini e donne che ci mettono la faccia, che discutono e cercano insieme le migliori soluzioni, quelle che a volte vengono in mente nei momenti meno prevedibili. Ci piace considerarci artigiani dell’alimentare.

Progetto Arca del Gusto: quale prodotto porterà Valverde sull’Arca?
Slow Food raccoglie nel grande catalogo mondiale dell’Arca del Gusto i sapori tradizionali che stanno scomparendo: un progetto bellissimo, sano ed importante, che ValVerde condivide. L’agricoltura industriale e l’omologazione dei gusti stanno cancellando come un diluvio molti cibi, con la cultura e la storia che li accompagnano. La battaglia per salvare la biodiversità è la battaglia per il futuro del pianeta: ValVerde porterà sull’Arca dell’Ovale del Lingotto il Fagiolo di Saluggia. Ho consegnato a inizio settimana all’Arca del Gusto di Fondazione Slow Food un sacchetto simbolico di Fagiolo di Saluggia, che darà il via al Salone Del Gusto Terra Madre di ValVerde! Tra i prodotti a rischio estinzione ValVerde salvaguarda il prezioso legume esistente sin dal 1495, con campi dell’azienda agricola dedicati alla sua coltivazione. E, per chi voglia dare un’occhiata, una carrellata di foto del Fagiolo di Saluggia direttamente dal nostro profilo Facebook.

Foto copertina tratta dal sito www.lastampa.it