Siamo in California, presso la National Academy of Sciences di San Francisco, uno fra i 10 maggiori musei di storia naturale (nonché uno dei più antichi degli Stati Uniti d’America), una bellissima costruzione definita “una macchina gentile per esplorare il rapporto tra edificio e natura”, totalmente immersa nella natura del parco circostante.
Academy of Sciences di San Francisco, un luogo in totale armonia con la natura
L’edificio, inaugurato nel 2008, è composto da diversi elementi : un museo di storia naturale, un acquario, un planetario e un centro di ricerca che protegge oltre 20 milioni di specie animali e vegetali provenienti da tutto il mondo, ma più che un edificio sembrerebbe quasi un pezzo del Golden Gate Park, (prima importante costruzione che ha conquistato il livello platinum nella certificazione LEED) tanto è mimetizzato nella natura del luogo.
Spicca subito all’occhio il mimetizzarsi dell’edificio nel territorio e il tetto ondulato che, oltre a sfruttare i 18mila metri quadrati di micro cristalli sensori per captare l’energia solare, funziona anche come membrana traspirante grazie ad un milione e mezzo di graminacee autoctone che non necessitano di irrigazione artificiale e che garantiscono un microclima ideale; queste piantine sono contenute in 50mila vassoi in fibra di cocco, un materiale biodegradabile che nel giro di un anno sparisce e diventa terra.
Il tetto ondulato inoltre, filtra l’acqua piovana, fornendo una buona circolazione d’aria per le zone sottostanti ed un ottimo isolamento per tutto l’edificio.
Natura protagonista e regina assoluta
Altra particolarità è che non si è buttato via nulla: nella costruzione dell’edificio è stato riciclato materiale proveniente dalla demolizione del precedente museo; circa 9mila tonnellate di calcestruzzo e 12mila di acciaio, invece di finire in discarica, sono state recuperate e riutilizzate raggiungendo un ottimo risultato: circa il 90 % delle strutture in acciaio usano metallo riciclato; il materiale isolante è composto da lanugine proveniente dagli scarti dei blue jeans.
L’aria condizionata è completamente sostituita da un sistema naturale che sfrutta al meglio il clima di San Francisco con nebbie estive e venti dell’ oceano.
Insomma abbiamo la natura protagonista e regina assoluta e, come dice lo stesso architetto progettista del museo, Renzo Piano, “…l’utopia è presente, è il sogno di cambiare il mondo ed è un regalo ai nostri figli e alle generazioni future”.
Il museo di San Francisco può rappresentare lo strumento attraverso il quale la prossima generazione potrebbe dare alla terra tutto l’aiuto di cui ha bisogno avendo un ottimo impatto sull’ ambiente e un ottima visuale di paesaggio.