Non si scherza con le api giapponesi. Non solo collaborano per attaccare i loro nemici, ma, ora, i ricercatori affermano che il loro cervello può effettivamente essere in grado di elaborare la risposta alla minaccia. Una volta scovato il nemico, le api organizzano un attacco di massa per ucciderlo.
Api killer in Giappone?
E’ quella che gli scienziati chiamano una mossa unica.
Con un attacco di massa di oltre 500 api, la vittima, di solito un calabrone, muore in modo praticamente immediato. Fino ad ora, quest’abile manovra d’attacco non era affatto conosciuta e resta un mistero il meccanismo che induce le api a comportarsi in questo modo. Ma, ora, i ricercatori dell’università di Tokyo hanno provato che le api attivano un’attività neuronale nel loro cervello per prendere parte, tutte insieme, all’attacco di massa.
“Quando il calabrone, nemico naturale delle api giapponesi ,entra in una colonia, le api formano rapidamente una cosiddetta ‘palla calda difensiva,’ intrappolando il calabrone dentro di essa, e portando la temperatura fino a 46 gradi C (115 F) con il loro calore del corpo collettivo” ha detto Atsushi Ugajin, un ricercatore dell’Università di Tokyo. Ed ha spiegato che. mentre la fase ad alta temperatura dura circa 20 minuti, spesso ci vuole almeno un’ora prima che il calabrone muoia dentro la palla.
Questo e’ un sistema che le guardie della colonia hanno messo a punto ed evoluto, anche perche’ non c’e’ altra soluzione per difendersi dal calabrone. Il pungiglione dell’ape non e’ forte abbastanza, infatti, per penetrare il duro eso-scheletro del calabrone.
Un mistero dell’evoluzione da risolvere
Il team di ricerca, le cui pubblicazioni si trovano sulla rivista scientifica PLoS ONE a metà marzo, era stupito dal fatto che il calore generato dal collettivo del gruppo, mentre risulta fatale per il calabrone, lascia inalterate le api. I ricercatori sono stati anche sorpresi dal perfetto e coordinato lavoro di squadra che le api mettono in pratica durante il processo, ha detto Takeo Kubo, professore presso l’Università di Tokyo .”Quando entra un estraneo, le api sono subito in guardia. Poi, tutto in una volta, si riuniscono per attaccare”.”Allora, non c’è un’ape che comanda l’attacco, noi crediamo che tutte collettivamente captino l’emergenza e si coordinino per attaccare.”
Curiosi di capire perché le api attacchino in questo modo, i ricercatori hanno esaminato il cervello e hanno scoperto che l’aumento dell’attività neuronale, nelle api coinvolte, apparentemente riflette l’elaborazione degli stimoli termici. Il gruppo ha anche affermato che questa scoperta non vuole dimostrare che l’ape giapponese sia piu’”intelligente”, rispetto alla sua omologa europea. Questo non è il caso; è solo una questione di sviluppo in risposta a fattori ambientali.