Il 20 ottobre 1927 nasce a Londra il sassofonista Johnny Dankworth.

Gli inizi sulle navi che solcano l’Atlantico

La sua carriera di musicista inizia nei primi anni Trenta quando, giovanissimo, suona con diverse orchestre formate da musicisti inglesi sulle navi in servizio fra Londra e New York. Alla fine degli anni Quaranta suona con diverse formazioni in Inghilterra prima di dar vita, nel 1950 al suo primo gruppo, i Johnny Dankworth Seven con Jimmy Deuchar alla tromba, Don Rendell al sax tenore e Tony Kinsey alla batteria.

Saltando tra i generi

Il gruppo rimane unito fino al 1953 anno in cui Dankworth decide di formare una big band che, fra alterne vicende e contro ogni previsione più ottimistica, riesce a mantenere unita per moltissimi anni, dimostrando grandi doti di leader, arrangiatore e solista. Sposa poi la cantante Cleo Laine e a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta pur non abbandonando il jazz non rinuncia a sperimentarsi con successo in generi più commerciali. La sua produzione discografica è immensa soprattutto quella realizzata alla testa della big band. Muore il 6 febbraio 2021.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".